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venerdì 23 novembre 2012

SONO APERTE LE ISCRIZIONI AL PRIMO CORSO SUL GUSTO

IL MOLISE A TAVOLA TRA SAPORI E TRADIZIONI
"Un Molise divino"
 




Il progetto si pone l’obiettivo di sensibilizzare i giovani, in particolar modo studenti, ma anche consumatori, alla scoperta della qualità delle produzioni alimentari della Regione Molise e delle relative risorse territoriali. Il percorso formativo si svolgerà presso l’Istituto Tecnico San Pardo di Larino (CB) per le lezioni frontali, attraverso la messa a disposizioni di locali e laboratori, mentre la parte applicativa si svolgerà, attraverso visite guidate, presso le aziende produttrici e mediante partecipazione a incontri e seminari tematici. Le lezioni vedranno l’apporto tecnico-scientifico di docenti dell’Istituto, di professionisti del settore, anche afferenti all’associazione ex-allievi dell’Istituto Agrario di Larino, oltre che da operatori direttamente impegnati nelle singole filiere produttive. Il progetto verterà sulla filiera vino, di cui saranno trattati, in maniera organica, tutti gli aspetti dalla produzione alla trasformazione, mettendo in risalto il legame con il territorio. Inoltre, particolare attenzione sarà data all’analisi sensoriale come strumento di valutazione della qualità, all’abbinamento con la cucina locale, alla lettura delle etichette, alle principali frodi alimentari e alla sostenibilità ambientale. A tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato di frequenza, il materiale didattico su CD/DVD, oltre alla stesura di un opuscolo divulgativo, a cura degli stessi, con il materiale del corso.
 

 




ORGANIZZAZIONE DIDATTICA

1° Modulo: Storia e cultura del vino (Origine della viticoltura e mito del vino come contributo nello sviluppo della civiltà occidentale, la domesticazione della vite selvatica. Contributo dell’archeobotanica e delle moderne tecniche di biologia molecolare. Le scoperte archeologiche in Molise.)
2° Modulo: La coltivazione della vite (principi di biologia e fisiologia, sistemi di allevamento e avversità. Visite aziendali su sistemi di potatura e allevamento.)
3° Modulo: La vinificazione (biochimismo del processo fermentativo, microbiologia e tecnica enologica. Affinamento e vini speciali. Analisi di laboratorio. Visite in cantine.)
4° Modulo: Analisi sensoriale e abbinamento cibo/vino (Principi di analisi sensoriale, fisiologia dei sensi ed addestramento alla percezione. Gli aromi del vino, tecnica di degustazione e abbinamento cibo-vino.)
5° Modulo: Enografia, enoturismo e strade del vino (Vitigni autoctoni e vini di qualità. Principali regioni vitivinicole italiane ed internazionali. Le denominazioni di origine e i consorzi di tutela. La Tintilia e il Molise enologico. Il vino come leva per lo sviluppo turistico di una destinazione.)
6° Modulo: Il gusto della moderazione, le frodi alimentari, HACCP e tracciabilità di filiera (Aspetti nutrizionali e salutistici. Il rapporto vino-alcool ed educazione al consumo consapevole. Uso e abuso di alcool. Principali frodi alimentari sul vino, il sistema di autocontrollo, le certificazioni di qualità e sistemi di rintracciabilità di filiera.)
7° Modulo: Realizzazione di un logo ed elaborazione del prodotto finale (Creazione di un’etichetta e del relativo logo. Raccolta del materiale realizzato con cui predisporre l’opuscolo divulgativo e il CD/DVD- ROM)
 
 
 


Il corso, così come strutturato, prevedrà una lezione settimanale pomeridiana, per un totale di 63 ore circa di lezioni frontali, da concordare volta per volta in base alle diverse esigenze, della durata variabile tra le 2 o 3 ore, in base alla tema trattato. L’inizio delle lezioni avverrà, presumibilmente, per la metà del mese di dicembre 2012, mentre il termine è previsto per la metà del mese di maggio 2013. Data e orari definitivi verranno comunicati in maniera tempestiva appena possibile, dopo la raccolta delle iscrizioni. L'inizio, presumibilmente, è previsto nella settimana tra il 10 e il 15 dicembre.

Per info: chiedere del dott. Di Maria Sebastiano ai numeri 0874/822211 e 0874/822160 o attraverso la mail scuoladelgustolarino@gmail.com

 

lunedì 12 novembre 2012

FOTO STORICHE

Abbiamo ricevuto, stamattina, delle foto storiche di alcuni studenti di qualche anno fa del nostro glorioso Istituto. Cogliamo l'occasione per chiedervi se avete delle testimonianze fotografiche del vostro corso di studi, che vogliate condividere, previa autorizzazione, naturalmente. Vi ricordiamo che il blog è aperto a tutti, anche senza iscrizione preventiva, ognuno può lasciare la propria testimonianza. Crediamo che il motto del blog "non c'è futuro senza memoria", sia emblematico, proprio in un momento così delicato per le sorti della nostra scuola. Abbiamo bisogno del sostegno di tutti coloro che hanno lasciato un pezzo della loro vita su quei banchi.
Un saluto cordiale dall'associazione a tutti gli ex-studenti.
 
 
 
 


lunedì 15 ottobre 2012

LA FIERA DEI GIOVANI

Neanche la pioggia battente, inclemente per certi tratti, ha intaccato la tenacia e lo spirito dei ragazzi dell’Istituto Tecnico “San Pardo” di Larino che nella mattinata di venerdì, con la partecipazione di un gruppo di studenti del Liceo “F. D’Ovidio” della stessa città, hanno dato vita a una manifestazione che ha colorato la piazza principale con le tinte della natura, rievocando un’antichissima pratica che già in epoca romana era diffusissima, quella della pigiatura dell’uva con i piedi. La “festa dell’uva”, come l’hanno battezzata la Prof.ssa Annarita De Notariis e la Prof.ssa Giovanna Civitella, organizzatrici dell’evento, si è andata a inserire nel contesto della 270^ Fiera d’Ottobre, manifestazione nata nel lontano 1742, per mano di Carlo III, Re delle Due Sicilie, che decretò l’istituzione di quello che sarebbe stato uno degli appuntamenti fieristici più importanti del centro-sud Italia. Il poeta larinese Ernesto De Rosa la ricorda in questo modo: “una grande ripercussione su tutti i mercati”, perché “treni carichi di animali si portavano da Larino, nei centri più importanti d’Italia”.
 
 
Scorcio di Piazza del Popolo
 
Proprio le origini e le tradizioni contadine di un appuntamento che nei secoli scorsi era punto di passaggio per tutti quelli che, attraverso i tratturi, compievano la transumanza verso la vicina Puglia, sono state rievocate dagli studenti come collante tra passato e presente, come amalgama tra la cultura popolare e la storia. Come detto poc’anzi, con la pigiatura a piedi nudi dell’uva e con essa la pianta della vite, si è voluto riportare alla memoria una tradizione storica di questa terra, che affonda radici in epoca romana, dove la città di Larinum (Urbs princeps frentanorum) ne è un chiaro testimone con ritrovamenti archeologici che certificano la presenza della vite e del vino nel tessuto sociale di quell’epoca. I ragazzi dell’Istituto Tecnico “San Pardo” si sono prodigati nell’operazione di pigiatura con i piedi, tecnica che tutt’oggi è eseguita in alcune realtà territoriali, come per i produttori di vini biodinamici, vista la delicatezza dell’intervento rispetto alle moderne tecnologie, nel rispetto della natura del prodotto e della terra. Anche alcune studentesse del Liceo, a dispetto di qualche evoluto benpensante che sostiene che certe attività non abbiano niente a che fare con la cultura classica, si sono volute cimentare nell’operazione e di buon grado hanno apprezzato le proprietà organolettiche della spremuta d’uva, oltre a parte della cittadinanza convenuta, che opportunamente fermentata riesce a dare un prodotto, il vino, simbolo di convivialità e legame con la terra. 
 
 
Ragazzi alle prese con la pigiatura dell'uva
 
Altro momento di coinvolgimento sono stati balli folk, eseguiti sempre dai ragazzi dei due istituti scolastici, tra suoni e melodie del passato e del presente, che hanno rievocato tradizioni popolari contadine che accompagnavano la raccolta e la trasformazione dell’uva e i momenti di convivialità attorno ad un bicchiere di vino. Si è trattato di un momento di folklore, di gioia e di giubilo, all’interno di una manifestazione fieristica che, forse causa la congiuntura economica avversa o per gli strascichi giudiziari che l’hanno anticipata, si presentava in tono minore.
 
Esibizione di balli folk
Particolarmente apprezzata, dal folto pubblico, è stata la possibilità di degustare i prodotti della tradizione contadina, e in particolar modo i vini di Angelo D’Uva, vignaiuolo in Larino, e l’olio extravergine da olive della varietà “Gentile di Larino”, prodotto dallo stesso Istituto.
Un piccolo encomio, anche se autoreferenziale, per il sottoscritto che ha fornito l'uva utilizzata per la pigiatura, nella fattispecie della varietà Montepulciano, che alla misura rifrattometrica ha dato un valore di 24,2 gradi Babo (percentuale di zucchero in peso, g di zucchero contenuto in 100 g di mosto) che, con un semplice calcolo empirico, darà un vino con un valore potenziale in alcool pari a 14,50%. Non male, eh?
Al termine della rappresentazione, dopo gli elogi della cittadinanza e delle rappresentanze istituzionali presenti, le promotrici dell'iniziativa già si sono messe al lavoro per una nuova edizione da bissare nel 2013, ricca di nuovi spunti.
Un particolare ringraziamento va al Dirigente Scolastico Prof. Paolo A. Santella, ad Enrica Luciani delle cantine Angelo D'Uva, al personale tecnico-amministrativo dell'Istituto Tecnico "San Pardo", agli studenti dell'Istituto Tecnico "San Pardo" e a quelli del Liceo "Francesco D'Ovidio".
Con l'augurio di una rinnovata veste della manifestazione che, insieme all'Istituto Agrario, unico della regione, facciano da traino ad una realtà agricola, pregna di valori e tradizioni, ma ancora poco apprezzata all'esterno.
 
Sebastiano Di Maria
 
 


lunedì 11 giugno 2012

AGRICOLTURA E TERRITORIO: SPUNTI DI RIFLESSIONE

Avete avuto modo di seguire tramite Blog, Facebook e carta stampata gli appuntamenti che hanno tenuto banco, nella settimana dedicata alle problematiche del mondo agricolo, presso l’Istituto Tecnico Agrario di Larino. Si è parlato di temi cruciali quali l’IMU, attraverso una chiave di lettura tecnico/normativa che ha fugato dubbi e paure, per lo più figlie di cattiva informazione, di sperimentazione in campo cerealicolo, punto di forza dell’attività dell’Istituto e dell’intero comparto agricolo regionale, ma non è mancato, in conclusione, il punto di vista di un uomo che ha speso gran parte della propria vita nella gestione delle problematiche del mondo agricolo, dando lustro a produzioni e territori nella sua opera promozionale e storico/culturale. Naturalmente mi riferisco a Pasquale Di Lena, larinese doc, agronomo e politico, poeta e profondo conoscitore del mondo rurale, scrittore e produttore di olio. Quale modo migliore per concludere gli appuntamenti sul futuro del mondo agricolo, davanti ad una platea formata soprattutto da giovani studenti dell’unica istituzione scolastica ad indirizzo tecnico-agrario della regione, di cui lo stesso autore ne è uno dei figli più illustri, con i futuri tecnici e operatori del settore, se non attraverso le pagine di un “libro che parla ai giovani”? E’ questo lo slogan della CIA (Confederazione italiana agricoltori), organizzazione sindacale di cui l’autore ne è stato uno dei fondatori e che cura la pubblicazione del volume.


L’autore ripercorre, per tappe, la sua vita dedicata al mondo agricolo, ponendo l’accento su quella che è stata l’esperienza che più lo ha segnato, quella più stimolante, quella come dirigente del mondo agricolo vicino ai coltivatori e mezzadri della Toscana, sua terra adottiva, dentro le loro case, nelle loro aziende imparando a conoscerne i valori che tanto gli ricordavano la terra natia. Da lì parte la sua attività di creatore e ideatore di progetti vincenti, come l’Associazione nazionale delle città dell’olio fondata nella sua Larino, di cui è ideatore e Presidente onorario, giusto per citarne una, oltre che di incarichi prestigiosi, in particolar modo quella come Segretario Generale dell’Ente Mostra Vini - Enoteca italiana di Siena.
Dopo questa doverosa premessa, cercherò di analizzare, a grandi linee, il contenuto del volume, anche attraverso le parole dell’autore, cercandone spunti di riflessione.
“Serve l’agricoltura per uscire dalla crisi”, è questo il filo conduttore che accomuna la raccolta di articoli contenuti nel volume, pubblicati su stampa locale e nazionale, cercando di riscoprire la centralità della stessa all’interno di un contenitore straordinario che è il territorio. Paradossalmente, in un momento storico segnato da un costante e lento abbandono dell’attività agricola, a cui fa seguito una diminuzione significativa della superficie coltivata per esigenze che nulla hanno che fare con le produzioni agricole, c’è una parte dell’agroalimentare che dà lustro e rafforza il brand “Made in Italy” anche attraverso la riscoperta di territori straordinari, quel terroir, termine tanto caro ai transalpini, che è il contenitore e l’espressione della qualità. Mi riferisco, naturalmente, al vino e al ricco patrimonio in biodiversità viticola, unica al mondo, che si traduce in un numero di denominazioni d’origine straordinarie per qualità ed espressione territoriale, che portano il nostro paese, tenendo conto anche degli altri comparti, a primeggiare in Europa e nel mondo. In effetti, a voler essere precisi, dei punti deboli ci sono anche nel settore enologico e sono legati, per lo più, a cattive strategie di marketing, figlie di campanilismi e scelte produttive che poco tutelano territori e biodiversità. In tal senso andrebbe fatto di più e meglio, come lo stesso autore ne è testimone nella sua puriennale esperienza in materia promozionale, cercando di porre al centro il territorio, straordinario contenitore di cultura, storia e tradizioni. Anche il Molise non si sottrae da tale logica, anche se la riscoperta di una propria identità enologica, attraverso la Tintilia, frutto anche della scommessa di un manipolo di giovani produttori, quei giovani che l’autore esorta a “utilizzare l’agricoltura per programmare il proprio futuro”, ha gettato le basi per fare uscire la regione e il suo straordinario territorio, che Di Lena individua come “caso studio di ruralità in ambito nazionale”, da una sostanziale situazione di anonimato. Non tanto perché lo dice il sottoscritto, anche se la mia recente esperienza in proposito fatta di viaggi studio nei più importanti territori enologici italiani e francesi ne conferma la situazione, ma perchè sono gli stessi produttori a confermarlo, come ho potuto constatare di persona all’ultimo Vinitaly. Abbiamo un territorio ed una vocazionalità, se vogliamo, potenzialmente superiori a molte aree più blasonate, anche se scelte scellerate ne hanno in parte violentato l’aspetto e fiaccato l’anima. Purtroppo i numeri ci sono contro, sia in termini di bottiglie prodotte che di territorio vitato, in forte contrazione per via di estirpazioni massicce, figlie di una realtà cooperativistica per lo più fallimentare o ai margini del settore. E’ necessaria, quindi, un’opera di promozione che accomuni tutte le realtà produttive regionali in un unico marchio e perché ciò sia possibile ci vuole coesione e comunità d’intenti, anche da parte di chi ritiene la cosa come un freno o una zavorra, avendo già un proprio brand affermato che nulla a che fare con il territorio. Mi riferisco ad una situazione inaccettabile riscontrata al Vinitaly, di cui ho già avuto modo di parlare nel mio blog in questo articolo, dove alcune aziende hanno preferito sistemazioni diverse da quella messa a disposizione dalla Camera di Commercio della Regione Molise (già microscopica se confrontata ad altre realtà). Altra nota dolente che l’autore rimarca e che il sottoscritto condivide, è l’utilizzo della Tintilia come mero strumento commerciale, decretando, di fatti, la nascita di obbrobri che nulla hanno a che fare con la storia del vitigno, come il rosato, lo spumante o il passito, oltre alla possibilità di estenderne il disciplinare ad areali che, storicamente, nulla hanno a che fare con la coltivazione del vitigno. Non a caso, ad un seminario sul progetto “Talento” a cui ho preso parte, il responsabile marketing con un sottile sogghigno ironico mi ha chiesto se eravamo riusciti in Molise a fare uno spumante a base di Tintilia ed io, non senza imbarazzo, ho dovuto annuire senza batter ciglio. Neanche questa è la strada giusta per valorizzare un territorio e le sue peculiarità, cercando di inseguire mode o estremizzando la tecnica enologica con winemaker (enologi) di grido, ottenendo solo il risultato di dare un’immagine distorta della realtà. I riconoscimenti e le professionalità ci sono, un territorio invidiabile e un patrimonio storico-culturale di primissimo livello anche, manca solo un amalgama sapiente dei singoli ingredienti per poter emergere, sotto un unico marchio o brand.


Pasquale Di Lena
Cosa che invece è in fase di lancio, di cui lo stesso autore ne è l'ideatore, è un progetto di promozione, questa volta in campo oleario, con la creazione del marchio Molisextra che raccoglie singoli produttori e realtà cooperatistiche, con l’unico obiettivo di promuovere l’olivicoltura e l’olio molisano, che passa attraverso la tutela del territorio e del paesaggio olivicolo, dei borghi e dei dialetti che accompagno un rituale antico in una terra che ha fatto la storia dell’olivicoltura. In questo caso la Regione Molise è un vero e proprio scrigno di ricchezze con ben 18 varietà autoctone, tra cui spicca l’Aurina di Venafro, quella che gli antichi romani conoscevano come “Licinia” in omaggio al grande condottiero Licinio che la introdusse, nel IV secolo a.C., in quel territorio straordinario che è il “Parco storico dell’olivo di Venafro”. E poi l’altra cultivar storica, la Gentile di Larino, vero simbolo dell’eccellenza regionale e della relativa DOP.
L’olio, il vino e altre eccellenze alimentari sono un vero e proprio patrimonio del nostro paese, l’essenza della nostra cucina e l’espressione più alta della dieta mediterranea (patrimonio culturale dell’umanità, UNESCO), non a caso il Ministro Ornaghi considera le nostre eccellenze alla stregua dei beni culturali, come lo steso autore più volte sottolinea. La nostra regione rappresenta, quindi, un piccolo scrigno in ricchezza di prodotti e ruralità (olio, vino, tartufo, salumi, formaggi e latticini), quello che potrebbe essere un esempio per tutti attraverso la riscoperta dell’agricoltura (regione con il miglior rapporto abitante/territorio rurale) e la sua centralità, attraverso la creazione di infrastrutture ricettive, opera di promozione e marketing gestita da consorzi di tutela, che non siano semplici entità astratte di facciata, creazione di percorsi turistici ed enogastronomici tra borghi e territori, tra tratturi e cantine, non tramite quelle fredde tabelle sparse per le vie della regione.  

Concludo riassumendo quello che è stato il messaggio della giornata, che l’autore e gli altri interlocutori hanno voluto trasmettere ad una platea composta soprattutto da studenti dell’Istituto Agrario, futuri interpreti del mondo agricolo. I giovani hanno in mano il futuro e devono saper cogliere l’opportunita di rimettere al centro l’agricoltura, sia come programmazione del proprio futuro, sia per dare lustro a produzioni preservando ruralità, territori e cultura, ma anche perché il mondo ha bisogno di attività agricola come principale fonte di alimentazione. Una corretta gestione del comparto, attraverso un minor uso di energie e risorse (impatto ambientale), elimando gli sprechi, figli di un’economia di profitto, potrà far fronte alla fame nel mondo, tema centrale che la Fao ha sviluppato in questi giorni a RIO+20 con il tema: “Verso il futuro che vogliamo: fermare la fame e attivare la transizione verso sistemi agricoli e di cibo sostenibile”.

Sebastiano Di Maria



mercoledì 6 giugno 2012

PARLA AI GIOVANI IL NUOVO LIBRO DI PASQUALE DI LENA

La presentazione in anteprima all’Istituto Agrario e Geometri “San Pardo” di Larino, ha avuto il significato di una dedica di Pasquale Di Lena, l’autore del libro “Agricoltura e Territorio”, all’istituto che l’ha avuto tra i primi diplomati tanti anni fa.


La sala conferenza dell’Istituto piena di giovani attenti a seguire e applaudire gli interventi che hanno preceduto quello conclusivo dell’autore, Pasquale Di Lena, “conosciuto come poeta – ha avuto modo di sottolineare nel suo saluto la preside prof.ssa Tosto – che, però, anche in questa raccolta di scritti di agricoltura, che hanno il merito di farsi leggere come capitoli di un romanzo che vuoi finire di leggere, di essere il sognatore che guarda e pensa al domani”.
“Domani” e “futuro” le due parole ricorrenti che sono diventate filo conduttore di quella nuova centralità, agricoltura e ambiente, a significare lo stretto rapporto tra sicurezza alimentare e sostenibilità dello sviluppo, essenziale anche, e soprattutto, per salvaguardare e tutelare il territorio che resta la nostra risorsa primaria, oltre che la nostra identità e l’origine della qualità delle nostre eccellenze alimentari.  
In questo senso saluti non formali, sia quello del sindaco Giardino sia del presidente dell’Associazione ex allievi dell’Istituto, Vincenzo Notarangelo, che ha voluto ricordare un episodio di quando studente di terza media ha incontrato a Siena, in occasione di una gita scolastica, l’allora segretario generale dell’Ente Mostra vini, nella bellissima Enoteca che dirigeva.
Il presidente della Cia Molise, Luigi Santoianni, e il direttore, Donato Campolieti, che hanno voluto e sponsorizzato il libro, sono entrati nel merito delle questioni che attanagliano il mondo dell’agricoltura, sottolineando con forza ruoli e funzioni di un settore che ha il merito di produrre cibo e, come tale, primario. Un settore che ha bisogno di essere recuperato prima di tutto culturalmente per ridare spazio a sogni e progetti in grado di attirare l’attenzione dei giovani, per renderli protagonisti e, come tali, imprenditori capaci di trovare quelle condizioni di vita e di reddito che non è possibile trovare altrove, ma, anche, di ritrovare i valori persi per colpa di un sistema che ha come unico riferimento il profitto.
Il Presidente Santoianni e il direttore, Donato Campolieti, della Confederazione Italiana Agricoltori, la CIA Molise, hanno spiegato che sono qui le ragioni che hanno portato alla scelta di pubblicare in un libro gli articoli scritti tra il 2010 e 2011 in un momento difficile per la grave crisi che attanaglia l’agricoltura. E’ importate, in questa fase, non arrendersi ma credere nel futuro dell’agricoltura, così come scrive e argomenta Pasquale Di Lena con questo suo ultimo lavoro, che anticipa il documento risolutivo del Forum sulla Sovranità alimentare, che si è tenuto lo scorso agosto a Krems in Austria.


“Si tratta – ha affermato l’autore del libro, Di Lena - di produrre cibo in sintonia con la natura, cioè di ottenere più cibo con minor uso di energia e di risorse, eliminando ogni spreco indotto da una società consumistica. Basti pensare che si perdono ogni anno 1,3 Mld di tonnellate di alimenti, pari a 1/3 della produzione mondiale di cibo per consumo umano, mentre oltre 1 miliardo di persone soffre la fame e muore ogni giorno per fame. Un mondo che ha superato velocemente i 6 miliardi di persone e che si avvicina ai 9 miliardi previsti nel 2050, cioè domani. Si tratta, anche, di pensare l’agricoltura dentro quel contenitore fantastico e primario che è il territorio e nel suo significato più ampio di cibo, qualità, sicurezza alimentare, salvaguardia della biodiversità e delle risorse naturali, il No agli Ogm, la sostenibilità e i diritti d’uso delle risorse nelle mani di chi produce cibo; il Glocal al posto del Global, con il consumo di cibi locali e stagionali, la riappropriazione delle pratiche e saperi in cucina”.
L’autore, dopo aver sottolineato che nel libro c’è tanto Molise, ha concluso dicendo che “il mondo ha bisogno dell’agricoltura, cioè dell’attività che da oltre 10 mila anni mette a disposizione dell’umanità il cibo, la principale fonte della sua alimentazione e, nel contempo, l’agricoltura ha bisogno di giovani appassionati e professionalmente capaci per rilanciare questo suo ruolo primario per la sicurezza alimentare nel momento in cui si afferma la sovranità alimentare. Sono, però, soprattutto i giovani che hanno bisogno dell’agricoltura per programmare il loro futuro, quello del Molise e del Paese”.
Un incontro pienamente partecipato che ha dato molti spunti di riflessione grazie alla pubblicazione di un libro “Agricoltura e Territorio”, voluto dalla organizzazione professionale, la CIA Molise, che si batte per l’agricoltura del futuro.
Un libro bello anche sotto l’aspetto grafico, che rende ancora più facile la lettura e ciò va a merito della AGR – EditricE, la giovane casa di Ripalimosani, che ha inserito il libro nella sua nuova collana “Cibo e identità” e che vede Di Lena suo principale collaboratore. 


CIA Molise - Ufficio stampa


lunedì 4 giugno 2012

CONTRIBUTI VIDEO DAL CONVEGNO SULLA CEREALICOLTURA

"Creare reddito in cerealicoltura: un esigenza per l'intera filiera" è stato il tema che ha tenuto banco nella seconda giornata di convegni tenutisi presso l'Istituto Agrario di Larino, nella settimana del Santo Patrono della città di cui la scuola ne porta il nome, promosso, di concerto con l'istituzione scolastica, dall'associazione ex allievi dello stesso Istituto. Si è trattato di un importante momento di confronto, dopo quello sull'Imu, per capire quali sono le prospettive del comparto cerealicolo, che occupa gran parte della superficie agricola utilizzata della nostra regione, tramite innovazioni tecniche e varietali necessarie per uno sviluppo di qualità e reddituale del settore, alla luce di nuove esigenze di filiera. Di seguito trovere i contributi video sugli interventi dei singoli relatori sperando, in questo modo, di fare cosa gradita sia ai molti operatori che vi hanno preso parte ma, soprattutto, a chi non ha avuto modo di partecipare per comprendere lo stato dell'arte. Buona visione.


Prof. Pasquale Marco ROMANO
Istituto Agrario di Larino
"Novità tecniche e applicazioni fitoiatriche sperimentate
in campo nell'azienda dell'ITAg di Larino per ottimizzare
le produzioni di frumento duro"

Parte 1 di 2

Parte 2 di 2



Dott. Pasquale DE VITA
Agricultural Research Council - Central Reasearch Centre
Foggia
"L'innovazione varietale del frumento duro:
tra crisi economica e nuovi consumi"

Parte 1 di 3

Parte 2 di 3

Parte 3 di 3



Dott. Luigi TORIACO
Field Crop Expert Cereals - Syngenta
"La coltivazione del frumento duro:
come migliorare la quantità e la qualità, ottimizzando le risorse"

Parte 1 di 4


Parte 2 di 4

Parte 3 di 4

Parte 4 di 4


SCATTI DAL CONVEGNO



Sebastiano Di Maria
sebastianodm@alice.it


martedì 29 maggio 2012

PRESENTAZIONE DEL NUOVO LIBRO DI PASQUALE DI LENA “AGRICOLTURA E TERRITORIO”

Una presentazione in anteprima, grazie all’associazione degli ex allievi, giovedì 31 p.v. alle ore 11, all’Istituto tecnico “San Pardo” Agrario e Geometri di Larino, che ha diplomato, tra i primi, perito agrario l’autore del libro, Pasquale Di Lena. Questo nuovo libro “Agricoltura e Territorio”, appena uscito per la collana “Cibo e Identità” di AGR Editrice di Ripalimosani, grazie alla CIA Molise, la Confederazione Italiana Agricoltori, presieduta da Luigi Santoianni e diretta da Donato Campolieti, è dedicato alla terra di origine dell’autore, il Molise, e a quella adottiva, la Toscana, in particolare i mezzadri, che hanno inciso molto sulla sua esperienza di quarant’anni di vita nella regione che tutto il mondo desidera visitare. Un libro che raccoglie gli articoli scritti negli ultimi due anni dall’autore, pubblicati da periodici nazionali e dalla stampa molisana, che parlano di agricoltura e ambiente, paesaggi e biodiversità, eccellenze Dop e Igp, Doc e Docg, gastronomia e turismo, con molti riferimenti al Molise.


Un libro che testimonia l’esperienza dell’autore, quale direttore dell’Enoteca Italiana di Siena, per la comunicazione e il marketing, dopo essere stato un dirigente dell’Alleanza dei Contadini e della Confederazione Italiana Coltivatori (CIC) della Toscana, le due organizzazioni che rappresentano le radici della CIA,  l’organizzazione professionale presieduta, a livello nazionale, da Giuseppe Politi. In tal senso la presentazione di questa importante esperienza, riportata in copertina a mo’ di curriculum,   utile per capire le ragioni della dedica e la passione dell’autore per l’agricoltura e il mondo contadino. “Un libro di grande attualità– ha affermato il Presidente della CIA Molise, Luigi Santoianni – che la Cia Molise ha fatto suo e vuole utilizzare quale contributo al rilancio dell’agricoltura, che merita, insieme all’ambiente, alla biodiversità ed alle tradizioni, di tornare ad essere il perno dello sviluppo economico.  L’affermazione di questa centralità è strategica per salvare un mondo, quello contadino, ancor prima che un fondamentale settore dell’economia, e per tracciare quel nuovo percorso di cui ha bisogno il Paese, il Molise, l’Europa e il mondo, se non vogliono rimanere soffocati dalla crisi.   Non dimentichiamo - ha subito dopo ribadito il direttore di questa importante organizzazione, Donato Campolieti -  che l’agricoltura è cibo e, per quanto riguarda il Molise, un cibo fortemente caratterizzato da qualità e salubrità, due valori che il libro descrive con dovizia di particolari. La pubblicazione, infatti, racconta il Molise e i suoi  prodotti, in particolare il vino e l’olio, ma, anche, i salumi, i latticini e formaggi, il tartufo e i deliziosi piatti di una cucina ricca di profumi e di sapori. Un libro – ha poi concluso Campolieti – che vogliamo mettere a disposizione non solo dei nostri bravi dirigenti e collaboratori, dei  nostri iscritti, in particolare i tanti giovani, ma diffondere e far conoscere anche ai cultori e consumatori. Non a caso la presentazione in anteprima, grazie all’Associazione ex allievi dell’Istituto Agrario, giovedì 31 ore 11, all’Istituto Agrario e per Geometri “San Pardo” di Larino.” Una pubblicazione che riporta in appendice la dichiarazione di Nyeleni dello scorso luglio, a significare, con la continuità di un discorso, che viene da lontano, dell’autore e della stessa CIA, la piena condivisione con le risoluzioni di questo importante incontro internazionale che il mondo della politica, del sindacato e, soprattutto, della gran parte degli economisti (sempre più smentiti dalle conseguenze drammatiche della crisi), farebbero bene a leggere per capire il percorso da tracciare senza perdere altro tempo prezioso. Un libro ricco di stimoli e bello anche sotto l’aspetto grafico, grazie all’impegno della piccola nuova casa editrice molisana, l’AGR EditricE, che ha pubblicato altri interessanti libri firmati da Di Lena. Ben nove titoli, alcuni dei quali tradotti in diverse lingue: “Là dove la Terra dona” e “Andar per Olio nel Molise” edizioni 2011 e 2012,  per conto della Provincia di Campobasso e della Regione Molise; “Molise, il piacere di una scoperta” per l’Unione delle Provincie molisane, la Regione Molise, e, ultimamente, per  la ATM, la nuova azienda di trasporti, tradotto in inglese (sei ristampe), spagnolo e tedesco; “Taste Italy”, in inglese, e “Atletica, coltiva la conoscenza” per conto della Fidal Servizi e, anche, il libro di poesie uscito lo scorso anno, “Carolina dice, da qui si vede il mondo”. Un incontro con gli studenti e gli insegnanti dell’Istituto “San Pardo” quello di giovedì 31, aperto a chi vuole entrare nel merito delle questioni che toccano un settore produttivo  e il complesso e variegato mondo agricolo, sapendo che esse riguardano tutti e, come tali, hanno bisogno di un diverso approccio culturale dopo cinquant’anno di lento e costane accantonamento e abbandono, che oggi paga l’agricoltura e, anche, il Paese.
Cia Molise - Ufficio Stampa


domenica 27 maggio 2012

CONTRIBUTI VIDEO DAL CONVEGNO SULL'IMU

Come promesso, dopo le immagini dell'evento che troverete sul profilo facebook del blog, ecco i contributi video registrati durante il convegno, promosso dall'Associazione ex-allievi. Non mi addentro nel tema perchè sapientemente sviscerato dai relatori e reso fruibile a tutti. Prima una disamina sulla normativa e poi un esempio pratico rendono tutto più chiaro. In effetti, pur dipendendo da molti fattori, l'imposta fa meno paura. Perchè? Lo scoprirete da soli. Buona visione.


Avv. Vincenzo Notarangelo
Presidente Associazione ex allievi ITAS Larino
"Aspetti giuridici e problematiche applicative dell'IMU in agricoltura"

Parte 1 di 2

Parte 2 di 2


Dott. Tonino Albanese
Agronomo libero professionista e docente ITAg
"Applicazioni pratiche dell'imposta sulle aziende agricole"

Parte 1 di 2

Parte 2 di 2


SCATTI DAL CONVEGNO



Sebastiano Di Maria
sebastianodm@alice.it

martedì 22 maggio 2012

L'ISTITUTO AGRARIO AL CENTRO DELLA SPERIMENTAZIONE AGRICOLA

Presso l’azienda dell’Istituto Tecnico Agrario di Larino sono in corso delle prove sperimentali in campo di cerealicoltura, che fanno capo a un progetto di filiera sulla pasta interessando, di fatto, i pastifici più importanti dell’Italia centrale, tra cui la De Cecco. Le prove sono eseguite in partnership con la Pro.Se.Me. srl, azienda leader in Italia nella sperimentazione e miglioramento genetico, con sede in Piazza Armerina in provincia di Enna. La mission dell’azienda siciliana è quella d’incrementare continuamente le sue conoscenze nel campo della ricerca, valorizzando il miglior materiale genetico al fine di ottenere sempre nuove varietà di cereali da mettere a disposizione delle società sementiere e delle aziende agricole. I campi sperimentali presenti nell’azienda dell’Istituto sono sotto la supervisione del Prof. Fortunato Calcagno, genetista e costitutore d’importanti varietà di frumento duro, della storica e celebre Stazione Sperimentale di Granicoltura di Caltagirone. La scorsa settimana, sotto gli occhi attenti degli studenti dell’Istituto, di operatori di filiera e d’imprenditori agricoli che operano nel campo cerealicolo, si è svolto un incontro divulgativo con l’importante genetista, una vera e propria esperienza formativa senza precedenti nella nostra zona. Il Prof. Calcagno è stato il padre di varietà molto diffuse in tutta Italia, dal Simeto del 1990, fino alle ultime varietà come Catasta, Core, Mimmo e altri. Il processo di selezione di una nuova varietà è veramente lungo e laborioso, solo dopo circa 10-15 anni di sperimentazioni (si tratta di ricerca tradizionale e non di manipolazioni mediante l’uso di OGM, risolvibile in soli 10-15 giorni), fatte di test in pieno campo di resistenze alle crittogame, alle diverse condizioni pedoclimatiche e ad altri parametri, si può iscrivere la nuova varietà al relativo registro nazionale e dopo ulteriori due anni di prove in campo si passa alla commercializzazione.


Nella giornata in campo il Prof. Calcagno ha ripercorso tutti i sentieri del miglioramento genetico nel settore cerealicolo, in particolare quelli tradizionali dell’incrocio semplice e della selezione, illustrando agli alunni le caratteristiche degli ideoitipi varietali presenti nelle prove sperimentali in campo allestite dall’Istituto Tecnico Agrario. In questo periodo nell’azienda agraria dell’Istituto sono in corso anche altre prove sperimentali: oltre a quelle varietali su frumento duro, abbiamo la prova nazionale sui cereali autunno-vernini, con trenta varietà di frumento duro, trenta varietà di frumento tenero e ventiquattro varietà di orzo; campo sperimentale di colza, di girasole e di mais; è stato appena impiantato un campo catalogo di olivo con venti cultivar autoctone molisane. Mercoledì 23 Maggio e giovedì 24 Maggio, infine, si svolgeranno altri due incontri organizzati con l’associazione ex-allievi, sia nella sede che nell’azienda dell’Istituto, con altri esperti del settore, al fine di illustrare i risultati di altre prove sperimentali oltre che un incontro dibattito sull’IMU e sulle relative implicazioni nel futuro delle aziende agricole. Il lavoro dell’Istituto Tecnico Agrario di Larino, come testimoniato anche dallo stesso Prof. Calcagno e dagli altri operatori del settore, sta dimostrando, ancora una volta, che la sua notorietà è riconosciuta ampiamente al di fuori dei confini regionali grazie alla bontà della propria attività di formazione e sperimentazione.



Prof. Fortunato CALCAGNO
Stazione Sperimentale di Granicoltura di Caltagirone
"La selezione genetica nella costituzione di nuove varietà di frumento"

Parte 1 di 3

Parte 2 di 3



Parte 3 di 3



SCATTI DELLA GIORNATA DIVULGATIVA




Sebastiano Di Maria


 

sabato 19 maggio 2012

QUALE FUTURO PER L'AGRICOLTURA?


Nelle giornate di mercoledì 23 e giovedì 24 si terranno, preso la sede dell'Istituto Tecnico "San Pardo" Agrario e per Geometri di Larino, in collaborazione con l'Associazione ex Allievi dell'ITAS, dei seminari sulle prospettive future della nostra agricoltura. Nella prima giornata si cercherà di fare luce sull'Imposta Municipale Unica (IMU), che colpirà anche le aziende agricole, partendo dall'aspetto normativo per finire agli effetti della stessa attraverso casi concreti di studio. Nella giornata successiva, invece, si parlerà dello stato dell'arte nella sperimentazione cerealicola attraverso lo studio dei diversi fattori della produzione, illustrando i dati delle prove in campo pluriennali svolte presso l'azienda dell'Istituto seguiti, per tutti gli interessati, da una visita guidata nel pomeriggio per toccare con mano la realtà produttiva.


NON MANCATE


LOCANDINA